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TENSE UP! – TENSE UP! (2019, Dischi Bervisti)


Esce nel corso del 2019 questo primo lavoro omonimo dei Tense Up! per Dischi Bervisti e penso proprio non debba passare inosservato. Sapete bene quanto ritengo accattivante ed azzeccata la formazione a due, e la coppia di Reggio Emilia non fa affatto eccezione.

La ricetta è semplice ma non banale: campionamenti, gestiti in maniera eccellente, intenti a fare peripezie su peripezie mentre chitarra e batteria scivolano nel noise-rock e un organo rimanda tanto al surf quanto alle migliori spy-stories. L’iniziale Mr. Memory dura poco più di tre minuti, e in questa manciata di minuti vi porta alle orecchie tutto quanto elencato finora, mentre la successiva Carrusel arriverà, decisa, a metterci una pietra sopra. Una miriade di stop’n’go nervosi, utili a scandire il tempo giusto per scappare e quello per restare immobili, nel susseguirsi di scene di un affascinantissimo film di spionaggio.

Certo, il paragone con i Fuzz Orchestra viene naturale (potrei, però, citare anche i Man or AstroMan? e comunque non sarei in errore), ma il duo non si fossilizza, cerca sempre nuove influenze, magari anche solo per pochi secondi. E mentre il cowbell di I Killed Him vi stregherà col suo fascino ipnotico, realizzerete che il gruppo riesce a riassumere un film completo in tre minuti, occupandosene a trecentosessanta gradi: facendo, prima di tutto, materializzare davanti ai vostri sensi i protagonisti, per poi passare alla colonna sonora, all’odore del sangue del cadavere e alle lacrime dell’assassino, una volta scoperto.

Strizzano l’occhio all’hardcore e al punk, affidandosi all’immediatezza tipica del genere; visitano territori post lasciando il giusto spazio ai campionamenti; ti rifiliano una sequela violenta di drittissimi pugni nello stomaco, inframezzati da schizzi nevrotici d’organo (Astraphobia); impazziscono, dividendosi tra surf e rock’n’roll, senza mai dimenticare la loro vera anima da noisers (la combo finale: The Key e Private Traps, in cui si toccano punte di horror-punk, addirittura). Sono tutti elementi che riescono a convincere senza bisogno di alcuna forzatura.

È un disco che vi consiglierei di affrontare con lo stesso spirito di una serata al cinema, sono sicuro che non stonerebbero nemmeno i popcorn. Di certo, ciò che non stona è la sicurezza con cui, il duo, ti cattura già dal primo lavoro.

Aspetto novità con impazienza.

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