Wojtek – Does This Dream Slow Down, Until It Stops? (2021, Teschio Dischi ed altre)


A molti gruppi non serve dilungarsi in inutili giri di parole, portarla troppo per le lunghe. C’è chi si affida alla violenza distorta in modo brutale ed immediato, riuscendo dannatamente bene nel proprio intento. È questo il caso del nuovo EP dei padovani Wojtek, fuori a Gennaio per una cordata di etichette nazionali ed internazionali. Al gruppo non servono più di venti minuti per lasciare l’ascoltatore tramortito dai colpi distorti, calibrati alla perfezione in ogni singolo secondo.

Does This Dream Slow Down, Until It Stops? è breve ma intenso, intensissimo, fatto di distorsioni monumentali su cui si schiantano le voci. Movimenti che saltano iperattivamente dal metal all’hardcore, dallo sludge al post. La combo iniziale Catacomb / Desensitized, questa seconda molto più hardcore rispetto alla prima, colpisce e tramortisce in modo perfetto senza bisogno di cedere d’intensità nemmeno per un attimo. Sono bombardamenti continui di distorsioni enormi a volumi incredibili, di voci graffianti, di rabbia e violenza. Ci si tinge di nero, ci si disintegra e si riprende forma, rinascendo tra mille momenti distorti.

Rednetrab si muove tra macerie distorte e rumorose, basse, oscure: come l’immagine di un vecchio palazzo bombardato, guardato al contrario ed al rallentatore. Pochi elementi che rimangono ancora in piedi tra la distruzioni totale. E la successiva, finale, XX Years è l’istante subito precedente all’inizio dei bombardamenti di cui sopra: piogge violente e distorte come ad inizio EP. Sludge metal spinto all’ennesima potenza, che non deluderà di certo i fan del genere.

È incredibile (ed è, di sicuro, molto rassicurante) vedere che quando un gruppo ha voglia di suonare, non c’è lockdown che tenga. Ed è ancora più incredibile riuscire, in queste condizioni, a confezionare (la parola non è a caso: date un’occhiata all’eccezionale packaging/artwork) un lavoro così valido come questa terza uscita dei padovani: omaggiateli, quindi, alzando il volume quanto più è possibile durante l’ascolto. Sarete ampiamente ripagati.

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etichette: Shove Records » Teschio Dischi » Fresh Outbreak Records » Ripcord Records » Violence In The Veins

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