Repetita Iuvant – 3+1 EP (2021, Loudnessy Sonic Dream)


Una esplorazione continua tra fondali marini e strati di terra: un viaggio di trenta minuti alla scoperta delle venature più nascoste del globo, questo 3+1 degli spezzini Repetita Iuvant. Venuto alla luce dopo solo sei mesi dal precedente EP (3, in formula name your price – proprio come questo secondo episodio – su bandcamp), il nuovo lavoro muove i suoi passi tra gli intrecci delle due chitarre e le mareggiate, a volte calme, altre molto violente, della batteria.

Quindi aspettatevi un viaggio fatto di manti distorti e paesaggi che prendono ispirazione da generi diversi: le batterie desertiche di Sagiadi si mischieranno a dettagli psych, mettendo in atto un primo episodio dalle tinte fortemente visionarie ed oniriche. Il vero e proprio inizio di un trip (non un viaggio, ma un vero proprio trip: la scelta dei termini non è affatto casuale) in isole remote, spazzate da venti fortissimi ed un’afa che ti prende alla gola e ti lascia quasi senza respiro. E ancora in Polloni, si sviluppano i movimenti distorti visti in precedenza e spuntano in superfice, facendosi avanti tra derive post-rock e strizzate d’occhio al noise nudo e crudo. Le note, in questi minuti, passano come nuvole veloci davanti agli occhi dell’ascoltatore, sdraiato a lasciarsi cullare e scuotere dalle idee della band.
È a partire da Metloping, però, che le idee e i suoni andranno ad assestarsi. Tutto sembra più coerente e centrato rispetto ai brani precedenti: gli strumenti si fondono insieme, divincolandosi perfettamente tra le trame di un post-rock desaturato (vicini ad alcune cose degli ultimi zugabe), immersi in una nebbia di distorsioni che – in crescendo – diventa sempre più fitta ed affascinante. Una nebbia in cui, al contrario di quello che si può aspettare, è tutto perfettamente e precisamente a fuoco, in cui non si sbaglia un dettaglio, spianando la strada a Piuno, tappa finale di questo viaggio. Qui, prendendosi il tempo dovuto, si torna a dare fuoco alle ripetizioni che dallo stoner saltano al noise, dipingono tonalità post, si sporcano di psichedelia e sfiorano il minimalismo rumoroso, mentre la batteria finisce per ticchettare, nervosa, portando il tutto ad esplodere in una violentissima tempesta di distorsioni.
Il sipario s’abbassa d’improvviso, mettendo fine ad un EP che in qualche punto può anche sembrare acerbo, un po’ confuso, ma che in realtà ha tutte le carte in regola per accompagnarvi in un viaggio distorto senza sbagliare un singolo dettaglio.

bandcamp
etichetta: Loudnessy Sonic Dream